• Barbara Baffetti

La samaritana e l'acqua che dona vita

III SETTIMANA DI QUARESIMA


La Parola

Quando il Signore venne a sapere che i farisei avevano sentito dire: Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni - sebbene non fosse Gesù in persona che battezzava, ma i suoi discepoli -, lasciò la Giudea e si diresse di nuovo verso la Galilea. Doveva perciò attraversare la Samaria.  Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.  Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua.

Le disse Gesù: «Dammi da bere».  I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi.  Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani. Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva».  Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva?  Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?».  

Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna».  «Signore, gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».  Le disse: «Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui». 

Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto bene "non ho marito"; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». 

Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». 

Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa». Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?». La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?».

Gv.4,1-29


Che vuol dire la Parola?


Il Vangelo che la Chiesa ci regala in questa terza domenica di #Quaresima, è quello della Samaritana. È un brano in cui si parla della preziosità dell’acqua! Solo due i personaggi ed entrambi assetati in modo un po’ differente. C’è Gesù che durante il viaggio dalla Giudea alla Galilea, passa per la Samaria; cosa piuttosto strana visto che i samaritani erano ritenuti dei nemici; ma si sa Gesù ama tutti coloro che sono emarginati, quindi sceglie di passare proprio di lì e si ferma al pozzo di Giacobbe.

C’è poi la #Samaritana, una donna sola e dalla vita difficile, anche lei al pozzo per caricare l’acqua che le necessita. Badate bene ragazzi: l’orario non è consueto. Infatti le donne al tempo andavano a prendere l’acqua al mattino presto perché, durante il giorno, faceva troppo caldo e quindi risultava ancora più faticoso. La Samaritana probabilmente va a mezzogiorno per non incontrare nessuno che la giudichi e Gesù sceglie di andare lì non tanto per bere, ma perché vuole incontrare la donna e darle lui l’acqua che la disseti veramente!

Proprio così; Egli vuole offrire alla Samaritana un’acqua speciale che viene direttamente da Lui e che dona la vita vera. La donna ascolta con attenzione Gesù e gli risponde: “Signore, dammi quest’acqua perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere”. Non ha capito tutto ma l’acqua di cui le parla quell’uomo le sembra troppo preziosa per rinunciarci.


Oggi dunque Gesù, con questa lettura, vuole ricordarci che come l’acqua è indispensabile per rendere fertile la terra e garantire la salute al nostro corpo, così anche Lui è indispensabile per la vita e la salute della nostra anima e del nostro cuore. La sua acqua preziosa l’avete già ricevuta il giorno del Battesimo e ne bevete ogni volta che ascoltate la sua Parola, lo pregate e lo tenete cuore a cuore con voi attraverso i #sacramenti.


In questo tempo in cui non possiamo incontrarci a Messa, al catechismo o all’oratorio, dissetiamoci leggendo il Vangelo e aumentando la preghiera. Forza bambini rendete speciale la vostra giornata, piena d’acqua preziosa anche a casa; il nostro pozzo è infatti ovunque ci troviamo, perché Gesù è sempre con noi!


Un’attività con Gesù


Provate a drammatizzare il Vangelo che avete letto con dei burattini in carta.

L’attività si svolge in tre momenti distinti: costruzione delle sagome, rilettura del brano e realizzazione della rappresentazione.


1. COSTRUZIONE SAGOME.


MATERIALE NECESSARIO:

  • fogli di cartoncino o carta semplice,

  • forbici,

  • matite e colori,

  • colla vinilica e

  • bastoncini di legno tipo spiedini.


Disegnate le sagome degli elementi necessari alla rappresentazione del Vangelo: Gesù, la

Samaritana e il pozzo. Coloratele e ritagliatele. Attaccate ogni sagoma a un bastoncino in modo che sia semplice muoverla.


Ora potete designare in un foglio, lo sfondo del paesaggio in cui si svolse l’incontro.


2. RILETTURA DEL BRANO


Rileggete il brano del Vangelo e sottolineate o trascrivete le battute tra Gesù e la donna.

Distribuitele tra chi con voi farà la rappresentazione, fratelli, sorelle e genitori. Coinvolgete tutti; sarà ancora più bello!


3. RAPPRESENTAZIONE


Date il via alla rappresentazione e se potete realizzatene un video; potrete condividerlo qui con me!


Cuore a cuore con Gesù


Se la scorsa settimana avevamo tratto dal Vangelo il segno della luce per stare cuore a cuore con Gesù, oggi individuiamo nell’acqua il simbolo con cui pregare. Gesù infatti dà grande importanza a questo elemento della natura. L’acqua è un segno molto presente nei racconti del Vangelo: Giovanni battezza con l’acqua del Giordano, Gesù trasforma l’acqua in vino a Cana, Gesù cammina sulle acque, Gesù lava i piedi ai suoi discepoli e poi come raccontato nel brano di oggi Gesù si disseta al pozzo di Giacobbe.


L’acqua è un elemento fondamentale anche nella vita di tutti i giorni, purifica il corpo, irriga i campi e aiuta la crescita dei semi piantati, ci disseta; insomma è fonte di vita sempre nuova. Per questo Gesù lo usa come simbolo della sua presenza nella nostra esistenza.


Vi invito a usare l’acqua anche nel vostro momento di preghiera.


  • Riempitene una piccola brocca e ponetela al centro della stanza di casa dove farete la vostra preghiera serale;

  • poi in modo spontaneo, ognuno esprima la sua richiesta a Gesù;

  • al termine di ogni invocazione, tutti insieme rispondete: “Disseta la nostra sete, Gesù acqua viva”.

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